valorizziamoci

La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

Archivio per Febbraio 18, 2008

La canzone del giorno

Per me la musica è manifestazione di uno stato d’animo, una compagna di viaggio inseparabile che accompagna le mie e le nostre giornate. Capita allora che oggi, di fronte ad una lamentela stupida, io mi fermi a pensare….e penso quanto siano inutile certe nostre rimostranze nella vita di tutti i giorni. In tante zone del mondo, mentre noi scambiamo opinioni più o meno dotte si argomenti spesso aleatori, c’è gente che muore in guerra. Vittime innocenti, ma anche uomini pronti a battersi per la loro libertà. La canzone del giorno, ideale da accompagnare a questo stato d’animo, è “Guerra di Piero”, scritta e cantata da quel poeta di Fabrizio De Andrè oltre 40 anni fa. La leggi e ti accorgi che è ancora più che mai attuali…e pensi che il cantautore ligure, se avesse composto in lingua inglese, sarebbe ora accomunato a miti autentici quali Bob Dylan. Ecco il testo della canzone, ascoltabile cliccando qui

GUERRA DI PIERO

Fabrizio De Andrè

Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall’ombra dei fossi,

ma sono mille papaveri rossi

Lungo le sponde del mio torrente

voglio che scendan i lucci argentati,

non più i cadaveri dei soldati

portati in braccio dalla corrente

Così dicevi ed era d’inverno

e come gli altri verso l’inferno

te ne vai triste come chi deve

il vento ti sputa in faccia la neve

Fermati Piero, fermati adesso

lascia che il vento ti passi un po’ addosso,

dei morti in battaglia ti porti la voce,

chi diede la vita ebbe in cambio una croce

ma tu non lo udisti e il tempo passava

con le stagioni a passo di giava

ed arrivasti a varcar la frontiera

in un bel giorno di primavera

E mentre marciavi con l’anima in spalle

vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore

ma la divisa di una altro colore

Sparagli Piero, sparagli ora

e dopo un colpo sparagli ancora

fino a che tu non lo vedrai esangue,

cadere in terra e coprire il suo sangue

E se gli sparo in fronte o nel cuore

soltanto il tempo avrà per morire

ma il tempo a me resterà per vedere

vedere gli occhi di un uomo che muore

E mentre gli usi questa premura

quello si volta ti vede ha paura

ed imbracciata l’artiglieria

non ti ricambia la cortesia

Cadesti a terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che il tempo non ti sarebbe bastato

a chieder perdono per ogni peccato

Cadesti a terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che la tua vita finiva quel giorno

e non ci sarebbe stato ritorno

Ninetta mia, crepare di Maggio

ci vuole tanto troppo coraggio.

Ninetta bella, dritto all’inferno

avrei preferito andarci in inverno

E mentre il grano ti stava a sentire

dentro le mani stringevi il fucile,

dentro la bocca stringevi parole

troppo gelate per sciogliersi al sole

Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall’ombra dei fossi

ma sono mille papaveri rossi

La canzone del giorno

Per me la musica è manifestazione di uno stato d’animo, una compagna di viaggio inseparabile che accompagna le mie e le nostre giornate. Capita allora che oggi, di fronte ad una lamentela stupida, io mi fermi a pensare….e penso quanto siano inutile certe nostre rimostranze nella vita di tutti i giorni. In tante zone del mondo, mentre noi scambiamo opinioni più o meno dotte si argomenti spesso aleatori, c’è gente che muore in guerra. Vittime innocenti, ma anche uomini pronti a battersi per la loro libertà. La canzone del giorno, ideale da accompagnare a questo stato d’animo, è “Guerra di Piero”, scritta e cantata da quel poeta di Fabrizio De Andrè oltre 40 anni fa. La leggi e ti accorgi che è ancora più che mai attuali…e pensi che il cantautore ligure, se avesse composto in lingua inglese, sarebbe ora accomunato a miti autentici quali Bob Dylan. Ecco il testo della canzone, ascoltabile cliccando qui

GUERRA DI PIERO

Fabrizio De Andrè

Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall’ombra dei fossi,

ma sono mille papaveri rossi

Lungo le sponde del mio torrente

voglio che scendan i lucci argentati,

non più i cadaveri dei soldati

portati in braccio dalla corrente

Così dicevi ed era d’inverno

e come gli altri verso l’inferno

te ne vai triste come chi deve

il vento ti sputa in faccia la neve

Fermati Piero, fermati adesso

lascia che il vento ti passi un po’ addosso,

dei morti in battaglia ti porti la voce,

chi diede la vita ebbe in cambio una croce

ma tu non lo udisti e il tempo passava

con le stagioni a passo di giava

ed arrivasti a varcar la frontiera

in un bel giorno di primavera

E mentre marciavi con l’anima in spalle

vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore

ma la divisa di una altro colore

Sparagli Piero, sparagli ora

e dopo un colpo sparagli ancora

fino a che tu non lo vedrai esangue,

cadere in terra e coprire il suo sangue

E se gli sparo in fronte o nel cuore

soltanto il tempo avrà per morire

ma il tempo a me resterà per vedere

vedere gli occhi di un uomo che muore

E mentre gli usi questa premura

quello si volta ti vede ha paura

ed imbracciata l’artiglieria

non ti ricambia la cortesia

Cadesti a terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che il tempo non ti sarebbe bastato

a chieder perdono per ogni peccato

Cadesti a terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che la tua vita finiva quel giorno

e non ci sarebbe stato ritorno

Ninetta mia, crepare di Maggio

ci vuole tanto troppo coraggio.

Ninetta bella, dritto all’inferno

avrei preferito andarci in inverno

E mentre il grano ti stava a sentire

dentro le mani stringevi il fucile,

dentro la bocca stringevi parole

troppo gelate per sciogliersi al sole

Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall’ombra dei fossi

ma sono mille papaveri rossi

Il Fuoco Sacro dell’ Arte

Quante volte si parla di “fuoco sacro” per chi sente ardere dentro di sè una particolare propensione verso qualsiasi manifestazione artistica. Tutti coloro che ritengono di avere i requisiti del caso, possono iscriversi sino al 10 marzo al premio messo in palio dall’Università di Calabria e dalla provincia di Cosenza.

Il concorso è articolato in tre sezioni – pittura, scultura, poesia – e ad esso può concorrere chiunque sia maggiorenne e faccia pervenire il proprio prodotto artistico entro il 10 marzo 2008 al Complesso Polifunzionale Stanza N.2 UNICAL – Rende – Cosenza .

Sono previsti premi in denaro, coppe, diplomi e per i vincitori delle Sezioni Pittura e Scultura, una mostra gratuita presso una Galleria d’Arte di Cosenza, ed una collettiva per tutti i finalisti nelle Sale della Provincia di Cosenza. Inoltre, l’associazione inserirà sul sito, alla Sezione del Premio, una galleria virtuale dove ospiterà per un anno i finalisti delle tre sezioni ed i segnalati, che avranno a disposizione uno spazio gratuito, da gestire personalmente. Per ogni informazione, consultare il sito: http://www.mondopul.com/

Il Fuoco Sacro dell’ Arte

Quante volte si parla di “fuoco sacro” per chi sente ardere dentro di sè una particolare propensione verso qualsiasi manifestazione artistica. Tutti coloro che ritengono di avere i requisiti del caso, possono iscriversi sino al 10 marzo al premio messo in palio dall’Università di Calabria e dalla provincia di Cosenza.

Il concorso è articolato in tre sezioni – pittura, scultura, poesia – e ad esso può concorrere chiunque sia maggiorenne e faccia pervenire il proprio prodotto artistico entro il 10 marzo 2008 al Complesso Polifunzionale Stanza N.2 UNICAL – Rende – Cosenza .

Sono previsti premi in denaro, coppe, diplomi e per i vincitori delle Sezioni Pittura e Scultura, una mostra gratuita presso una Galleria d’Arte di Cosenza, ed una collettiva per tutti i finalisti nelle Sale della Provincia di Cosenza. Inoltre, l’associazione inserirà sul sito, alla Sezione del Premio, una galleria virtuale dove ospiterà per un anno i finalisti delle tre sezioni ed i segnalati, che avranno a disposizione uno spazio gratuito, da gestire personalmente. Per ogni informazione, consultare il sito: http://www.mondopul.com/

Il Fuoco Sacro dell’ Arte

Quante volte si parla di “fuoco sacro” per chi sente ardere dentro di sè una particolare propensione verso qualsiasi manifestazione artistica. Tutti coloro che ritengono di avere i requisiti del caso, possono iscriversi sino al 10 marzo al premio messo in palio dall’Università di Calabria e dalla provincia di Cosenza.

Il concorso è articolato in tre sezioni – pittura, scultura, poesia – e ad esso può concorrere chiunque sia maggiorenne e faccia pervenire il proprio prodotto artistico entro il 10 marzo 2008 al Complesso Polifunzionale Stanza N.2 UNICAL – Rende – Cosenza .

Sono previsti premi in denaro, coppe, diplomi e per i vincitori delle Sezioni Pittura e Scultura, una mostra gratuita presso una Galleria d’Arte di Cosenza, ed una collettiva per tutti i finalisti nelle Sale della Provincia di Cosenza. Inoltre, l’associazione inserirà sul sito, alla Sezione del Premio, una galleria virtuale dove ospiterà per un anno i finalisti delle tre sezioni ed i segnalati, che avranno a disposizione uno spazio gratuito, da gestire personalmente. Per ogni informazione, consultare il sito: http://www.mondopul.com/
Post precedenti »