valorizziamoci

La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

Super Mario e i ritorni (im)possibili

Sono sempre stato scettico quando ho visto grandi campioni del passato provare a tornare alle gare dopo innumerevole tempo dal loro addio. Passi per George Foreman e i tanti pugili che sono riapparsi sul ring dopo uno o addirittura due “ultimi incontri”: il pugilato è uno sport senza età, pur nella sua durezza, e non nuovo ad avvenimenti di questo tipo. Un pugile non toglie mai i suoi guantoni, fanno parte di lui, secondo coloro che amano e praticano la boxe (io non sono tra questi e non posso quindi giudicare).

Ma a pallacanesto ho invece giocato e il rientro di Michael Jordan, quando rimise le scarpette nei Washington Wizards di cui era presidente dopo aver detto basta a Chicago all’apice della sua carriera (vinse il suo sesto anello, clicca qui per il video dei canestri decisivi contro gli Utah Jazz, che lo consacrò alla leggenda della palla a spicchi), mi lasciò un po’ interdetto. Da un lato ero felice di rivedere un mito, un campione vero senza macchia che rappresenta il prototipo inarrivabile per qualunque bambino con una palla arancione in mano; dall’altro mi piangeva il cuore quando ero costretto a constatare che il “nuovo” Jordan era una copia sbiadita del precedente. Non parliamo poi delle rentrèe di Bjorn Borg quando tornò a fare il tennista per un solo torneo, dopo oltre dieci anni, solo per pagare i propri debiti. Storie squallide e anche abbastanza tristi di campioni sul campo ma incapaci di gestire la propria vita al di fuori di esso.

Il ritorno di Mario Cipollini in bicicletta ha però qualcosa di diverso. Il ciclismo è uno sport che sta perdendo la sua magia e ha bisogno di personaggi puliti come il toscano, capaci inoltre di far parlare di se anche al di là delle corse per l’innegabile carisma che possiedono. Sono fortemente convinto che il ritorno dello sprinter, peraltro negli States e alla guida di un progetto stimolante, possa davvero dare qualcosa a questo sport. Un segnale. Cipollini, a 41 anni, non vincerà forse più volate come queste ma potrebbe regalare al proprio sport qualcosa di ancora più grande: la speranza di ricominciare da zero, in modo pulito.

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