valorizziamoci

La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

Archivio per Febbraio 23, 2008

La poesia del giorno

Ho parlato spesso, oggi come in altri giorni, della tante striscianti forme di razzismo che purtroppo invadono il nostro paese l’intera umanità. Cercando una poesia capace di poter dare un segnale di speranza, nel ho trovata una molto bella di Countee Cullen, un poeta afroamericano morto a soli 43 anni nel 1946 per un’improvvisa malattia. Ma, prima di andarsene, aveva lasciato ai posteri questo autentico trattato in versi sulla fratellanza tra bianchi e neri, proprio in un periodo nel quale i Martin Luther King e i Barack Obama – per restare ai giorni nostri – erano ancora lontani…

QUADRO

Countee Cullen

A braccetto attraversano la via,

un vagone a parte sul treno
il dorato splendore del giorno
l’orgoglio oscuro della notte.
Dalle imposte socchiuse la gente osserva,
e qui la gente bianca parla
indignata per questi due che osano
camminare insieme.
Dimentichi di sguardi e di parole,

essi passano, e non sanno
che il lampo folgorante come una spada
pò far scoppiare il tuono.

La poesia del giorno

Ho parlato spesso, oggi come in altri giorni, della tante striscianti forme di razzismo che purtroppo invadono il nostro paese l’intera umanità. Cercando una poesia capace di poter dare un segnale di speranza, nel ho trovata una molto bella di Countee Cullen, un poeta afroamericano morto a soli 43 anni nel 1946 per un’improvvisa malattia. Ma, prima di andarsene, aveva lasciato ai posteri questo autentico trattato in versi sulla fratellanza tra bianchi e neri, proprio in un periodo nel quale i Martin Luther King e i Barack Obama – per restare ai giorni nostri – erano ancora lontani…

QUADRO

Countee Cullen

A braccetto attraversano la via,

un vagone a parte sul treno
il dorato splendore del giorno
l’orgoglio oscuro della notte.
Dalle imposte socchiuse la gente osserva,
e qui la gente bianca parla
indignata per questi due che osano
camminare insieme.
Dimentichi di sguardi e di parole,

essi passano, e non sanno
che il lampo folgorante come una spada
pò far scoppiare il tuono.

Aspiranti giornalisti e scrittori, leggete qui…

Chiunque voglia diventare giornalista o scrittore e abbia già compiuto la maggiore età (senza essere iscritti all’albo), apra bene gli occhi: il 28 febbraio scade il concorso che fa per lui, promosso da “Eventi Culturali di Manuela Pacelli“.

Ciascun partecipante dovrà far pervenire alla redazione una serie di 4 foto corredate da brevi didascalie (500 battute spazi inclusi per foto), il tema scelto per questa prima edizione è “la città”. Gli articoli dovranno pervenire via e-mail alla segreteria del concorso: segreteria.concorso@culturalevents.info in allegato .doc; le foto dovranno essere di qualità minima 300 dpi. Al materiale in concorso dovrà essere allegata presentazione dell’autore (comprensiva di dati anagrafici) e breve premessa. La finalità del Premio è infatti quella di promuovere e incoraggiare aspiranti scrittori e/o giornalisti a misurarsi con la scrittura e le immagini.

Per l’ammissione al concorso, la quota di partecipazione è fissata in Euro 15, che dovrà avvenire a mezzo bonifico bancario intestato a: Pacelli Filomena, ABI: 06055, CAB: 03212, Banca Marche, numero conto: 123, indicando la causale concorso “ReportArt” e il nome dell’Autore.

Una commissione interna alla redazione effettuerà l’esame dei reportage pervenuti e mese per mese sceglierà quello più adatto alla pubblicazione che troverà spazio tra le pagine della rivista “Eventi Culturali”. Tra i dodici articoli scelti nel corso dell’anno per la pubblicazione, sarà effettuata un’ulteriore selezione grazie alla quale sarà nominato un unico vincitore al quale sarà corrisposto un premio in denaro consistente in 200 euro ed un abbonamento annuale alla rivista. Questa premiazione finale avverrà, quindi, ad un anno dalla pubblicazione del primo reportage.

Al concorso sarà dedicata un’apposita sezione sulla e-zine all’indirizzo www.culturalevents.it
Gli autori degli articoli selezionati per la pubblicazione saranno avvisati mese per mese tramite e-mail e via posta tradizionale e riceveranno copia della rivista.

Aspiranti giornalisti e scrittori, leggete qui…

Chiunque voglia diventare giornalista o scrittore e abbia già compiuto la maggiore età (senza essere iscritti all’albo), apra bene gli occhi: il 28 febbraio scade il concorso che fa per lui, promosso da “Eventi Culturali di Manuela Pacelli“.

Ciascun partecipante dovrà far pervenire alla redazione una serie di 4 foto corredate da brevi didascalie (500 battute spazi inclusi per foto), il tema scelto per questa prima edizione è “la città”. Gli articoli dovranno pervenire via e-mail alla segreteria del concorso: segreteria.concorso@culturalevents.info in allegato .doc; le foto dovranno essere di qualità minima 300 dpi. Al materiale in concorso dovrà essere allegata presentazione dell’autore (comprensiva di dati anagrafici) e breve premessa. La finalità del Premio è infatti quella di promuovere e incoraggiare aspiranti scrittori e/o giornalisti a misurarsi con la scrittura e le immagini.

Per l’ammissione al concorso, la quota di partecipazione è fissata in Euro 15, che dovrà avvenire a mezzo bonifico bancario intestato a: Pacelli Filomena, ABI: 06055, CAB: 03212, Banca Marche, numero conto: 123, indicando la causale concorso “ReportArt” e il nome dell’Autore.

Una commissione interna alla redazione effettuerà l’esame dei reportage pervenuti e mese per mese sceglierà quello più adatto alla pubblicazione che troverà spazio tra le pagine della rivista “Eventi Culturali”. Tra i dodici articoli scelti nel corso dell’anno per la pubblicazione, sarà effettuata un’ulteriore selezione grazie alla quale sarà nominato un unico vincitore al quale sarà corrisposto un premio in denaro consistente in 200 euro ed un abbonamento annuale alla rivista. Questa premiazione finale avverrà, quindi, ad un anno dalla pubblicazione del primo reportage.

Al concorso sarà dedicata un’apposita sezione sulla e-zine all’indirizzo www.culturalevents.it
Gli autori degli articoli selezionati per la pubblicazione saranno avvisati mese per mese tramite e-mail e via posta tradizionale e riceveranno copia della rivista.

Anche le belle (e ricche) hanno un’anima…

Anche i ricchi hanno un’anima, anche le pin up in apparenza fredde e altezzose come Maria Sharapova. Un breve identikit della siberiana, per chi (ben pochi) non la conoscesse. Vent’anni, fisico da modella e occhi di ghiaccio, l’atleta russa è nota a tutti per la sua forza con una racchetta in mano c,he l’ ha fatta diventare in breve tempo una delle migliori giocatrici al mondo (nel suo palmares, Wimbledon vinto a 16 anni: non proprio una cosa da ridere) nonché una star anche fuori dal mondo prettamente sportivo.

In pochi però conoscono l’infanzia difficile di Maria, cresciuta nel freddo dei ghiacci supportata da una famiglia povera e da un padre padrone che la costrinse da piccola ad abbandonare la madre e trasferirsi in Florida alle dipendenze di coach Nick Bollettieri provvista di un capitale di soli 500 dollari. Il ricordo dell’infanzia della Sharapova è ora dimenticato e stride con l’immagine da star costruitale attorno e non certo smentita dal carattere algido della bella Maria, ben poco amata anche dalle colleghe per l’aria di superiorità che spesso ostenta con troppa sicurezza.

Eppure, il ricordo dei suoi anni più difficili non le è certo passate dalla mente. Capita così che, in viaggio in Vietnam, a bordo di un’automobile, chieda all’autista di lasciare la strada maestra. E lì, fra i frutteti per Lai Thieu, nel sud del Paese, all’improvviso, sulla stradina sterrata, polverosa, in un’atmosfera tanto diversa dalle linde Florida e California dov’è cresciuta, l’algida biondina si blocchi stupita davanti a più bambini che scacciano l’aria con gli scaccia-mosche. La Sharapova chiede così all’autista di fermarsi un attimo perché quel miracolo, che sembra uscito dalle pagine del Cacciatore di Aquiloni, merita attenzione.

Dov’è la palla? Non c’è palla. «Perché giocano senza palla?», chiede, curiosa, la divina Maria. E il pover’uomo risponde, rosso di vergogna: «Amano il tennis ma sono poveri e non possono pagarsi le palle». Maria annota e si allontana. Un mese dopo, a Federtennis vietnamita riceve via internet un file con la dicitura: «Piani per la creazione del campo d’allenamento Sharapova di Bang Ky». E’ proprio vero, anche i ricchi e le belle hanno un’anima. Specie se hanno una memoria sufficientemente lunga da non far dimenticare loro il proprio passato.
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