valorizziamoci

La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

Archivio per Febbraio 29, 2008

La poesia del giorno

Ho parlato oggi della fama, a proposito di Azouz Marzouk e del suo fantomatico Fan Club. Oggi, la parola “famoso” è facile da associare ad una persona: basta andare in tv e lo sei, qualunque cosa tu pensa, faccia o dica. Non c’è bisogno di un’intelligenza superiore alla media serve tantomeno disporre di qualche dote particolare. Appaio, quindi sono, quindi sono famoso: è questo il cliché. Ho deciso allora di proporre oggi una poesia del 1981, scritta dal brasiliano Josè Luis Borges, intitolata appunto “Fama”. Basta leggerla attentamente per capire quanto sia cambiato da allora…

FAMA

Josè Luis Borges

Aver visto crescere Buenos Aires, crescere e declinare.

Ricordare il cortile di terra e la pergola, il portico e la cisterna.

Aver ereditato l’inglese, aver interrogato il sassone.

Professare l’amore per il tedesco e la nostalgia del latino.

Avere conversato in Palermo con un vecchio assassino.

Essere grato agli scacchi, al gelsomino, alle tigri, all’esametro.

Leggere Macedonio Fernández con la voce che fu sua.

Conoscere le illustri incertezze che sono la metafisica.

Aver reso onore alle spade e ragionevolmente amare la pace.

Non essere avido di isole.

Non essere uscito dalla mia biblioteca.

Essere Alonso Quijano e non osare di essere Don Chisciotte.

Avere insegnato ciò che ignoro a chi ne saprà più di me.

Gradire i doni della luna e di Paul Verlaine.

Avere ordito qualche endecasillabo.

Essermi messo a raccontare antiche storie.

Aver inserito nel dialetto del nostro tempo le cinque o sei metafore.

Avere eluso corruzioni.

Essere cittadino di Ginevra, Montevideo, Austin

e (come tutti gli uomini) di Roma.

Essere devoto di Conrad.

Essere ciò che nessuno può definire: argentino.

Essere cieco.

Nessuna di queste cose è rara,

ma la loro unione mi procura una fama che non riesco a comprendere.

La poesia del giorno

Ho parlato oggi della fama, a proposito di Azouz Marzouk e del suo fantomatico Fan Club. Oggi, la parola “famoso” è facile da associare ad una persona: basta andare in tv e lo sei, qualunque cosa tu pensa, faccia o dica. Non c’è bisogno di un’intelligenza superiore alla media serve tantomeno disporre di qualche dote particolare. Appaio, quindi sono, quindi sono famoso: è questo il cliché. Ho deciso allora di proporre oggi una poesia del 1981, scritta dal brasiliano Josè Luis Borges, intitolata appunto “Fama”. Basta leggerla attentamente per capire quanto sia cambiato da allora…

FAMA

Josè Luis Borges

Aver visto crescere Buenos Aires, crescere e declinare.

Ricordare il cortile di terra e la pergola, il portico e la cisterna.

Aver ereditato l’inglese, aver interrogato il sassone.

Professare l’amore per il tedesco e la nostalgia del latino.

Avere conversato in Palermo con un vecchio assassino.

Essere grato agli scacchi, al gelsomino, alle tigri, all’esametro.

Leggere Macedonio Fernández con la voce che fu sua.

Conoscere le illustri incertezze che sono la metafisica.

Aver reso onore alle spade e ragionevolmente amare la pace.

Non essere avido di isole.

Non essere uscito dalla mia biblioteca.

Essere Alonso Quijano e non osare di essere Don Chisciotte.

Avere insegnato ciò che ignoro a chi ne saprà più di me.

Gradire i doni della luna e di Paul Verlaine.

Avere ordito qualche endecasillabo.

Essermi messo a raccontare antiche storie.

Aver inserito nel dialetto del nostro tempo le cinque o sei metafore.

Avere eluso corruzioni.

Essere cittadino di Ginevra, Montevideo, Austin

e (come tutti gli uomini) di Roma.

Essere devoto di Conrad.

Essere ciò che nessuno può definire: argentino.

Essere cieco.

Nessuna di queste cose è rara,

ma la loro unione mi procura una fama che non riesco a comprendere.

"L’Artista che non c’era"

Sono state prorogate fino al 3 marzo le iscrizioni a “L’Artista che non c’era”, il prestigioso concorso organizzato da “L’Isola che non c’era”, l’unica rivista che da oltre 10 anni si occupa esclusivamente di musica italiana. La decisione di allungare il termine ultimo per iscriversi al bando di gara è stata presa in seguito alle numerose richieste di partecipazione arrivate alla Redazione della rivista, dando così occasione al maggior numero di musicisti possibile di prendere parte al Concorso.

“L’isola che non c’era” guarda alla canzone d’autore nella forma più ampia del termine, apprezzando tutte le sfumature di cui essa si è arricchita negli ultimi anni.Forte del successo ottenuto nelle precedenti edizioni, il concorso (patrocinato anche dal Club Tenco) offre la possibilità di iscriversi con brani editi o inediti, coperti o meno da edizioni. È aperto a tutti gli stili musicali e non ha limiti di età.

Il concorso prevede due selezioni prima di giungere alla serata finale:la prima valutazione sarà a cura dalla redazione della rivista,che fra tutti gli iscritti indicherà 16 semifinalisti;la seconda valutazione è affidata ad un giuria esterna di qualità che tra i 16 semifinalisti indicherà i 6 finalisti che si esibiranno live in un teatro milanese a fine maggio 2008.

Tra i componenti della giuria, artisti di assoluto valore quali Franz Di Cioccio, Simone Cristicchi e Laura Fedele, oltre a volti noti come Jonis Bascir e a conosciuto giornalisti competenti. Ulteriori chiarimenti sul regolamento, sulle modalità d’iscrizione, nonché i resoconti delle precedenti edizioni e gli aggiornamenti in tempo reale, si possono trovare sul sito della rivista: www.lisolachenoncera.it

"L’Artista che non c’era"

Sono state prorogate fino al 3 marzo le iscrizioni a “L’Artista che non c’era”, il prestigioso concorso organizzato da “L’Isola che non c’era”, l’unica rivista che da oltre 10 anni si occupa esclusivamente di musica italiana. La decisione di allungare il termine ultimo per iscriversi al bando di gara è stata presa in seguito alle numerose richieste di partecipazione arrivate alla Redazione della rivista, dando così occasione al maggior numero di musicisti possibile di prendere parte al Concorso.

“L’isola che non c’era” guarda alla canzone d’autore nella forma più ampia del termine, apprezzando tutte le sfumature di cui essa si è arricchita negli ultimi anni.Forte del successo ottenuto nelle precedenti edizioni, il concorso (patrocinato anche dal Club Tenco) offre la possibilità di iscriversi con brani editi o inediti, coperti o meno da edizioni. È aperto a tutti gli stili musicali e non ha limiti di età.

Il concorso prevede due selezioni prima di giungere alla serata finale:la prima valutazione sarà a cura dalla redazione della rivista,che fra tutti gli iscritti indicherà 16 semifinalisti;la seconda valutazione è affidata ad un giuria esterna di qualità che tra i 16 semifinalisti indicherà i 6 finalisti che si esibiranno live in un teatro milanese a fine maggio 2008.

Tra i componenti della giuria, artisti di assoluto valore quali Franz Di Cioccio, Simone Cristicchi e Laura Fedele, oltre a volti noti come Jonis Bascir e a conosciuto giornalisti competenti. Ulteriori chiarimenti sul regolamento, sulle modalità d’iscrizione, nonché i resoconti delle precedenti edizioni e gli aggiornamenti in tempo reale, si possono trovare sul sito della rivista: www.lisolachenoncera.it

"L’Artista che non c’era"

Sono state prorogate fino al 3 marzo le iscrizioni a “L’Artista che non c’era”, il prestigioso concorso organizzato da “L’Isola che non c’era”, l’unica rivista che da oltre 10 anni si occupa esclusivamente di musica italiana. La decisione di allungare il termine ultimo per iscriversi al bando di gara è stata presa in seguito alle numerose richieste di partecipazione arrivate alla Redazione della rivista, dando così occasione al maggior numero di musicisti possibile di prendere parte al Concorso.

“L’isola che non c’era” guarda alla canzone d’autore nella forma più ampia del termine, apprezzando tutte le sfumature di cui essa si è arricchita negli ultimi anni.Forte del successo ottenuto nelle precedenti edizioni, il concorso (patrocinato anche dal Club Tenco) offre la possibilità di iscriversi con brani editi o inediti, coperti o meno da edizioni. È aperto a tutti gli stili musicali e non ha limiti di età.

Il concorso prevede due selezioni prima di giungere alla serata finale:la prima valutazione sarà a cura dalla redazione della rivista,che fra tutti gli iscritti indicherà 16 semifinalisti;la seconda valutazione è affidata ad un giuria esterna di qualità che tra i 16 semifinalisti indicherà i 6 finalisti che si esibiranno live in un teatro milanese a fine maggio 2008.

Tra i componenti della giuria, artisti di assoluto valore quali Franz Di Cioccio, Simone Cristicchi e Laura Fedele, oltre a volti noti come Jonis Bascir e a conosciuto giornalisti competenti. Ulteriori chiarimenti sul regolamento, sulle modalità d’iscrizione, nonché i resoconti delle precedenti edizioni e gli aggiornamenti in tempo reale, si possono trovare sul sito della rivista: www.lisolachenoncera.it

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