La terza serata del Festival di Sanremo non ha risollevato gli ascolti nonostante il caso Bertè e le polemiche di questi giorni, che pensavo potessero ridestare interesse alla manifestazione. Eppure la “notte dei duetti” ha regalato dei momenti di ottima musica ed ha confermato di essere la migliore, dal punto di vista tecnico, dell’intera kermesse. Il problema è stata l’eccessiva lunghezza: già venti canzoni sono tante, le jam session implicano anche una certa complessità tecnica…bisognava ridurre al minimo gli sketch, gli ospiti stranieri e tutto il contorno che ieri era davvero inutile. Bastava lasciar parlare la musica e basta.
Ad ogni modo, molte canzoni sono a mio avviso uscite migliorate dai nuovi arrangiamenti: benissimo il duetto Mietta – Neri per caso e Max Gazzè con Paola Turci e Marina Rei, un terzetto da urlo che avrebbe reso “Il solito sesso” una canzone almeno da podio, mentre nella versione solitaria del pur bravo Max non rende quanto potrebbe. Stesso discorso per Fabrizio Moro (in ascesa le sue quotazioni per la vittoria, anche se i favoroti rimangono Di Tonno e la Ponce), accompagnato da Gaetano Curreri che ha valorizzato al meglio il testo del cantautore romano. Raffinato come sempre Sergio Cammariere, bene pure Grignani con i Nomadi e L’Aura con i Rezophonic. Non sono un amante dei cantanti “old age”, inoltre, ma il duettro tra Little Tony e i Gipsy Kings è stato di assoluto livello: uno dei momenti migliori della serata, un bravo al buon Ciacci!
Poi va bè, Anna Tatangelo…lei ha una voce non banale, tutto sommato, ma sentire la sua canzone da Michael Bolton è stata tutt’altra cosa, così come Paolo Meneguzzi con l’ex cantante degli Spandau Ballet, gruppo storico degli ani Ottanta e autori dela straordinaria “Through the Barricades”. Senza voto i Finley, Michele Zarrillo con Paola e Chiara, idem con patate per Cutugno e la Minetti, sempre deludenti i Tiromancino che hanno poi inscenato al Dopofestival una rivedibile polemica con Frankie Hi nrg (ieri accopagnato dal vincitore della passata edizione, Simone Cristicchi). Eugenio Bennato, con la sua trascinante ed intensa “Grande Sud”, si candida invece a un premio della critica cui Loredana Bertè non potrà partecipare: ma, sarà anche un plagio, la sua canzone era tra le più convincenti della kermesse e ieri con Spagna è sembrata ancora più bella.
Stasera la finale dei giovani (con votazione palese della presunta giuria di qualità, che comprende anime sparse…) e i superospiti italiani (imperdibile Jovanotti con Ben Harper): preparate il caffè, sarà un’altra serata lunga. I Cesaroni su Canale 5 potrebbero anche fare il colpo gobbo, mentre per la vittoria nelle nuove proposte vedo i dissacranti Frank Head in pole position a meno che non la spunti qualche melassa pop già vista anche su questi schermi…
