Ci risiamo. Il tennis italiano compie una mini impresa (la precedente, quella di Andreas Seppi contro Rafael Nadal), specie considerando il momento di vacche magre che dura ormai da anni, e nessun giornale sportivo dà lo spazio che merita alla grande vittoria di Francesca Schiavone contro Justine Henin. Spiego rapidamente per i profani di questo sport: la seconda, belga, è l’autentica cannibale del tennis femminile da qualche anno, numero uno del mondo con un divario colossale rispetto alle altre colleghe. La nostra Francesca, invece, dopo essere stata a ridosso delle top dieci, ha avuto una crisi di identità e di risultati – l’anno passato – dalla quale sembra essere uscita quest’anno con la solita grinta e voglia di arrivare che la caratterizzano da sempre. Aveva detto, prima della sfida valevole per i quarti di finale del torneo WTA di Dubai: “Oggi batto la Henin, aspetto da sempre questo momento“.
Bene, l’ha fatto davvero. 7-6, 7-6 il punteggio, simbolo di una gara equilibrata nella quale l’azzurra non ha avuto favori dalla quotata avversaria ma ha anzi gestito al meglio i punti chiave, che da sempre fanno la differenza in questo sport. Una grandissima impresa, il segnale di un vento nuovo nel nostro tennis anche se le ragazze – con lei la Farina e la Pennetta, ora anche la Kanapp – hanno sempre tenuto alta la nostra bandiera. La Schiavone, poi, mi è sempre piaciuta come personaggio prima che come tennista: simpatica, disponibile, grintosa (la chiamano non a caso “La Leonessa“) e mai diplomatica, possiede quel “quid” indispensabile a qualunque sportivo per provare ad uscire dall’anonimato. E, soprattutto, è una che lavora duramente sul campo e in palestra per ottenere risultati. Questi sono gli esempi positivi portati dal nostro sport e ad esso va reso omaggio, sebbene i quotidiani sportivi spesso preferiscano puntare tutto sul “Dio calcio” e sulle ormai desolanti polemiche arbitrali di rito.
E poi, lo ammetto, per uno nato a Brescia come me, sentire il nome “Leonessa” suscita sempre un certo effetto ed una certa identificazione…forza Francesca!

