valorizziamoci

La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

Archivio per abitudini

think e thank

Un altro pilastro del pensiero positivo o meglio dell’atteggiamento positivo è il think e thank, ossia “pensa” e ” ringrazia”, cioè rispetta la tua vita. Troppo spesso viviamo riflettendo poco sul significato e valore dell’esistenza. E’ un dono, solo intendendola così potremo apprezzarne il valore autentico.
Ringraziare e rispettare la vita significa considerare prezioso:
- la vita stessa
- la natura spirituale dell’uomo
- tutti gli esseri viventi
- la natura
- i misteri insondabili dell’esistenza.
Così si impara ad apprezzare la vita e a viverla pienamente.
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think e thank

Un altro pilastro del pensiero positivo o meglio dell’atteggiamento positivo è il think e thank, ossia “pensa” e ” ringrazia”, cioè rispetta la tua vita. Troppo spesso viviamo riflettendo poco sul significato e valore dell’esistenza. E’ un dono, solo intendendola così potremo apprezzarne il valore autentico.
Ringraziare e rispettare la vita significa considerare prezioso:
- la vita stessa
- la natura spirituale dell’uomo
- tutti gli esseri viventi
- la natura
- i misteri insondabili dell’esistenza.
Così si impara ad apprezzare la vita e a viverla pienamente.
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Uffa, l’ho dimenticato….

Ormai tutti sanno che non si può parlare di un’unica abilità di memoria: uno di voi può essere molto bravo nel ricordare i volti ma non i nomi, altri hanno una memoria dei luoghi incredibile.
Ma quando ci lamentiamo della nostra memoria e dei suoi deficit, spesso ci riferiamo a dimenticanze tipo queste:
a) non sapere dove abbiamo messo le chiavi dell’auto
b) aver saltato un appuntamento dal dottore
c) dimenticare di assumere i medicinali
d) dimenticare di fare una telefonata ad una certa ora
Questi sono esempi di un tipo di memoria che solo di recente è diventato oggetto di indagine, la memoria del futuro. Abbiamo, quindi, una memoria (quella a cui tutti siamo abituati) dietro di noi, che riguarda il nostro passato, le nostre esperienze e per la quale ci viene più facile parlare di “ricordi” propriamente detti. Ma esiste anche una “memoria prospettica”, la memoria che si occupa delle cose che dobbiamo fare nel futuro.
Questa memoria è importante per la nostra vita quotidiana quanto lo è la memoria del passato: basti pensare a quanto si arrabbiano i nostri amici se dimentichiamo loro di fare gli auguri di compleanno o quanto può nuocerci saltare un appuntamento………….
La memoria retrospettiva ci da’ il senso di quelli che siamo, è la nostra storia personale, la memoria prospettica permette di mantenere un ponte di coerenza tra la nostra identità personale e il futuro.
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Uffa, l’ho dimenticato….

Ormai tutti sanno che non si può parlare di un’unica abilità di memoria: uno di voi può essere molto bravo nel ricordare i volti ma non i nomi, altri hanno una memoria dei luoghi incredibile.
Ma quando ci lamentiamo della nostra memoria e dei suoi deficit, spesso ci riferiamo a dimenticanze tipo queste:
a) non sapere dove abbiamo messo le chiavi dell’auto
b) aver saltato un appuntamento dal dottore
c) dimenticare di assumere i medicinali
d) dimenticare di fare una telefonata ad una certa ora
Questi sono esempi di un tipo di memoria che solo di recente è diventato oggetto di indagine, la memoria del futuro. Abbiamo, quindi, una memoria (quella a cui tutti siamo abituati) dietro di noi, che riguarda il nostro passato, le nostre esperienze e per la quale ci viene più facile parlare di “ricordi” propriamente detti. Ma esiste anche una “memoria prospettica”, la memoria che si occupa delle cose che dobbiamo fare nel futuro.
Questa memoria è importante per la nostra vita quotidiana quanto lo è la memoria del passato: basti pensare a quanto si arrabbiano i nostri amici se dimentichiamo loro di fare gli auguri di compleanno o quanto può nuocerci saltare un appuntamento………….
La memoria retrospettiva ci da’ il senso di quelli che siamo, è la nostra storia personale, la memoria prospettica permette di mantenere un ponte di coerenza tra la nostra identità personale e il futuro.
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Uffa, l’ho dimenticato….

Ormai tutti sanno che non si può parlare di un’unica abilità di memoria: uno di voi può essere molto bravo nel ricordare i volti ma non i nomi, altri hanno una memoria dei luoghi incredibile.
Ma quando ci lamentiamo della nostra memoria e dei suoi deficit, spesso ci riferiamo a dimenticanze tipo queste:
a) non sapere dove abbiamo messo le chiavi dell’auto
b) aver saltato un appuntamento dal dottore
c) dimenticare di assumere i medicinali
d) dimenticare di fare una telefonata ad una certa ora
Questi sono esempi di un tipo di memoria che solo di recente è diventato oggetto di indagine, la memoria del futuro. Abbiamo, quindi, una memoria (quella a cui tutti siamo abituati) dietro di noi, che riguarda il nostro passato, le nostre esperienze e per la quale ci viene più facile parlare di “ricordi” propriamente detti. Ma esiste anche una “memoria prospettica”, la memoria che si occupa delle cose che dobbiamo fare nel futuro.
Questa memoria è importante per la nostra vita quotidiana quanto lo è la memoria del passato: basti pensare a quanto si arrabbiano i nostri amici se dimentichiamo loro di fare gli auguri di compleanno o quanto può nuocerci saltare un appuntamento………….
La memoria retrospettiva ci da’ il senso di quelli che siamo, è la nostra storia personale, la memoria prospettica permette di mantenere un ponte di coerenza tra la nostra identità personale e il futuro.
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