valorizziamoci
La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?Archivio per accettazione
Amici speciali
Accettare una persona che appare “diversa” è difficile soprattutto se i deficit sono immediatamente evidenti e percepibili, come gli handicap fisici.
Per questo motivo, condividere gli stessi spazi, gli stessi insegnanti, gli stessi orari, alcune attività scolastiche o gli stessi compagni (che però, non “entrano” in interazione) non può bastare a modificare l’immagine relativa ai gruppi di minoranza.
Ricordo un ragazzo, che chiamerò Gianluca, che soffriva solo di un disturbo dell’apprendimento, preso a “scarpate” in testa negli spogliatoi di una scuola “per bene” dai bulletti della sua classe e soffriva davvero ma in silenzio perchè non osava raccontarlo ai genitori per la paura di peggiorare le cose….
Che fare? Avrebbe detto Gramsci…
Si potrebbe progettare un programma di promozione dell’interazione sociale tramite anche giochi. Ad esempio i ragazzi potrebbero turnarsi nell’avere la responsabilità di promuovere il coinvolgimento di un “amico speciale”.
Questo modificherebbe l’accettazione sociale su diverse dimensioni dell’accettazione personale sia nelle attività accademiche sia in quelle ludiche, sui giudizi circa le loro possibilità di apprendimento e, in genere in atteggiamenti più positivi, rispettosi delle diversità e aperti al cambiamento e alla vita cooperativa.
Technorati Profile
Technorati Profile
Amici speciali
Accettare una persona che appare “diversa” è difficile soprattutto se i deficit sono immediatamente evidenti e percepibili, come gli handicap fisici.
Per questo motivo, condividere gli stessi spazi, gli stessi insegnanti, gli stessi orari, alcune attività scolastiche o gli stessi compagni (che però, non “entrano” in interazione) non può bastare a modificare l’immagine relativa ai gruppi di minoranza.
Ricordo un ragazzo, che chiamerò Gianluca, che soffriva solo di un disturbo dell’apprendimento, preso a “scarpate” in testa negli spogliatoi di una scuola “per bene” dai bulletti della sua classe e soffriva davvero ma in silenzio perchè non osava raccontarlo ai genitori per la paura di peggiorare le cose….
Che fare? Avrebbe detto Gramsci…
Si potrebbe progettare un programma di promozione dell’interazione sociale tramite anche giochi. Ad esempio i ragazzi potrebbero turnarsi nell’avere la responsabilità di promuovere il coinvolgimento di un “amico speciale”.
Questo modificherebbe l’accettazione sociale su diverse dimensioni dell’accettazione personale sia nelle attività accademiche sia in quelle ludiche, sui giudizi circa le loro possibilità di apprendimento e, in genere in atteggiamenti più positivi, rispettosi delle diversità e aperti al cambiamento e alla vita cooperativa.
Technorati Profile
Technorati Profile
