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La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?Archivio per Adriano
La felicità di una stella muore…all’alba
Quante volte avrete detto, guardando un personaggio pubblico in televisione: “Avessi io i suoi soldi, il suo successo…chissà cosa darei per stare al posto suo!”. Sembra strano a dirsi ma, molte volte, le starlette dello spettacolo vorrebbero invece per un giorno tornare nell’anonimato dal quale sono uscite, talvolta in modo così perentorio e fulmineo da rimanerne schiacciati.
E’ il caso ad esempio di Gianluca Grignani, cantautore di successo esploso nel 1995 con la canzone ‘Destinazione Paradiso’ e mai più espressosi a quei livelli di vendita per la grande trasformazione causatagli dal successo. Ieri l’ammissione: “Sì, ho fatto uso di cocaina, anche se è stato un errore”. Dello stesso tipo la storia di Paolo Calissano, attore di fiction che pare nuovamente – notizia di oggi – invischiato nel tunnel della droga. dopo aver già scontato le proprie colpe in carcere ed aver iniziato un percorso di disintossicazione che sembrava averlo rigenerato. L’elenco è lungo, anzi lunghissimo.
Potremmo parlare del calciatore Adriano, rovinatosi con l’alcol una carriera da stella assoluta del panorama internazione, per arrivare alle più famose popstar internazionali quali Amy Winehouse (auto proclamatasi un’alcolista: talvolta, nomen omen…) o Britney Spears, dilaniate dal successo. E sono solo alcuni nomi. Anche alcuni insospettabili, come i nostrani Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro, hanno ammesso pubblicamente di avere un conto in banca invidiabile grazie al quale possono avere tutto, tranne la felicità e la gioia di vivere. Quella non si acquista col denaro, anche se sembra una frase banale.
Il problema risiede ancora una volta nel modello “star system” di cui è impregnata la nostra società: tutto è finzione, tutto è apparenza. Ma la vita vera non è quella che le luci della ribalta proiettano sul piccolo schermo. Quella è solo finzione, un film nel film, del quale la gente della strada è solo spettatrice. Guardano estasiati il mondo delle starlette, vorrebbero entrare a loro volta a farne parte, in un meccanismo perverso da “Grande Fratello”: così facendo, credono di inseguire a loro volta la felicità ma, nel chiuso di una stanza, si sentono poi ancora più sole di prima. Come tante star, stelle che brillano agli occhi di chi le guarda ma non superano l’esame più duro: quello con la propria coscienza critica, che non fa sconti a nessuno.
La felicità di una stella muore…all’alba
Quante volte avrete detto, guardando un personaggio pubblico in televisione: “Avessi io i suoi soldi, il suo successo…chissà cosa darei per stare al posto suo!”. Sembra strano a dirsi ma, molte volte, le starlette dello spettacolo vorrebbero invece per un giorno tornare nell’anonimato dal quale sono uscite, talvolta in modo così perentorio e fulmineo da rimanerne schiacciati.
E’ il caso ad esempio di Gianluca Grignani, cantautore di successo esploso nel 1995 con la canzone ‘Destinazione Paradiso’ e mai più espressosi a quei livelli di vendita per la grande trasformazione causatagli dal successo. Ieri l’ammissione: “Sì, ho fatto uso di cocaina, anche se è stato un errore”. Dello stesso tipo la storia di Paolo Calissano, attore di fiction che pare nuovamente – notizia di oggi – invischiato nel tunnel della droga. dopo aver già scontato le proprie colpe in carcere ed aver iniziato un percorso di disintossicazione che sembrava averlo rigenerato. L’elenco è lungo, anzi lunghissimo.
Potremmo parlare del calciatore Adriano, rovinatosi con l’alcol una carriera da stella assoluta del panorama internazione, per arrivare alle più famose popstar internazionali quali Amy Winehouse (auto proclamatasi un’alcolista: talvolta, nomen omen…) o Britney Spears, dilaniate dal successo. E sono solo alcuni nomi. Anche alcuni insospettabili, come i nostrani Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro, hanno ammesso pubblicamente di avere un conto in banca invidiabile grazie al quale possono avere tutto, tranne la felicità e la gioia di vivere. Quella non si acquista col denaro, anche se sembra una frase banale.
Il problema risiede ancora una volta nel modello “star system” di cui è impregnata la nostra società: tutto è finzione, tutto è apparenza. Ma la vita vera non è quella che le luci della ribalta proiettano sul piccolo schermo. Quella è solo finzione, un film nel film, del quale la gente della strada è solo spettatrice. Guardano estasiati il mondo delle starlette, vorrebbero entrare a loro volta a farne parte, in un meccanismo perverso da “Grande Fratello”: così facendo, credono di inseguire a loro volta la felicità ma, nel chiuso di una stanza, si sentono poi ancora più sole di prima. Come tante star, stelle che brillano agli occhi di chi le guarda ma non superano l’esame più duro: quello con la propria coscienza critica, che non fa sconti a nessuno.
La felicità di una stella muore…all’alba
Quante volte avrete detto, guardando un personaggio pubblico in televisione: “Avessi io i suoi soldi, il suo successo…chissà cosa darei per stare al posto suo!”. Sembra strano a dirsi ma, molte volte, le starlette dello spettacolo vorrebbero invece per un giorno tornare nell’anonimato dal quale sono uscite, talvolta in modo così perentorio e fulmineo da rimanerne schiacciati.
E’ il caso ad esempio di Gianluca Grignani, cantautore di successo esploso nel 1995 con la canzone ‘Destinazione Paradiso’ e mai più espressosi a quei livelli di vendita per la grande trasformazione causatagli dal successo. Ieri l’ammissione: “Sì, ho fatto uso di cocaina, anche se è stato un errore”. Dello stesso tipo la storia di Paolo Calissano, attore di fiction che pare nuovamente – notizia di oggi – invischiato nel tunnel della droga. dopo aver già scontato le proprie colpe in carcere ed aver iniziato un percorso di disintossicazione che sembrava averlo rigenerato. L’elenco è lungo, anzi lunghissimo.
Potremmo parlare del calciatore Adriano, rovinatosi con l’alcol una carriera da stella assoluta del panorama internazione, per arrivare alle più famose popstar internazionali quali Amy Winehouse (auto proclamatasi un’alcolista: talvolta, nomen omen…) o Britney Spears, dilaniate dal successo. E sono solo alcuni nomi. Anche alcuni insospettabili, come i nostrani Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro, hanno ammesso pubblicamente di avere un conto in banca invidiabile grazie al quale possono avere tutto, tranne la felicità e la gioia di vivere. Quella non si acquista col denaro, anche se sembra una frase banale.
Il problema risiede ancora una volta nel modello “star system” di cui è impregnata la nostra società: tutto è finzione, tutto è apparenza. Ma la vita vera non è quella che le luci della ribalta proiettano sul piccolo schermo. Quella è solo finzione, un film nel film, del quale la gente della strada è solo spettatrice. Guardano estasiati il mondo delle starlette, vorrebbero entrare a loro volta a farne parte, in un meccanismo perverso da “Grande Fratello”: così facendo, credono di inseguire a loro volta la felicità ma, nel chiuso di una stanza, si sentono poi ancora più sole di prima. Come tante star, stelle che brillano agli occhi di chi le guarda ma non superano l’esame più duro: quello con la propria coscienza critica, che non fa sconti a nessuno.
La felicità di una stella muore…all’alba
Quante volte avrete detto, guardando un personaggio pubblico in televisione: “Avessi io i suoi soldi, il suo successo…chissà cosa darei per stare al posto suo!”. Sembra strano a dirsi ma, molte volte, le starlette dello spettacolo vorrebbero invece per un giorno tornare nell’anonimato dal quale sono uscite, talvolta in modo così perentorio e fulmineo da rimanerne schiacciati.
E’ il caso ad esempio di Gianluca Grignani, cantautore di successo esploso nel 1995 con la canzone ‘Destinazione Paradiso’ e mai più espressosi a quei livelli di vendita per la grande trasformazione causatagli dal successo. Ieri l’ammissione: “Sì, ho fatto uso di cocaina, anche se è stato un errore”. Dello stesso tipo la storia di Paolo Calissano, attore di fiction che pare nuovamente – notizia di oggi – invischiato nel tunnel della droga. dopo aver già scontato le proprie colpe in carcere ed aver iniziato un percorso di disintossicazione che sembrava averlo rigenerato. L’elenco è lungo, anzi lunghissimo.
Potremmo parlare del calciatore Adriano, rovinatosi con l’alcol una carriera da stella assoluta del panorama internazione, per arrivare alle più famose popstar internazionali quali Amy Winehouse (auto proclamatasi un’alcolista: talvolta, nomen omen…) o Britney Spears, dilaniate dal successo. E sono solo alcuni nomi. Anche alcuni insospettabili, come i nostrani Eros Ramazzotti o Tiziano Ferro, hanno ammesso pubblicamente di avere un conto in banca invidiabile grazie al quale possono avere tutto, tranne la felicità e la gioia di vivere. Quella non si acquista col denaro, anche se sembra una frase banale.
Il problema risiede ancora una volta nel modello “star system” di cui è impregnata la nostra società: tutto è finzione, tutto è apparenza. Ma la vita vera non è quella che le luci della ribalta proiettano sul piccolo schermo. Quella è solo finzione, un film nel film, del quale la gente della strada è solo spettatrice. Guardano estasiati il mondo delle starlette, vorrebbero entrare a loro volta a farne parte, in un meccanismo perverso da “Grande Fratello”: così facendo, credono di inseguire a loro volta la felicità ma, nel chiuso di una stanza, si sentono poi ancora più sole di prima. Come tante star, stelle che brillano agli occhi di chi le guarda ma non superano l’esame più duro: quello con la propria coscienza critica, che non fa sconti a nessuno.

