valorizziamoci
La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?Archivio per Africa
Non solo sport
Chi non conosce Stefano Baldini, il maratoneta azzurro che nel 2004 ci regalò una delle più belle emozioni sportive nella storia delle Olimpiadi azzurre: il trionfo nello stadio di Maratona, ad Atene, nell’ultima gara dell’edizione greca a cinque cerchi. Pochi sanno, pero. che in 12 anni di carriera l’emiliano ha trascorso ben 380 giorni ai 1700 di metri di Windhoek, in Namibia. Ad allenarsi, ovviamente, non in vacanza.
Ma, da qui, tutto sembra davvero più diverso. Ormai, con i potenti mezzi tecnologici, le distanze dall’Italia si annullano. Però c’è qualcosa che solo gli occhi possono vedere e rimane dentro al cuore. Dall’esperienza in Africa, Baldini ha infatti ricavato i suoi primi due libri: evento quasi unico per uno sportivo. «Qui c’è il 45% di disoccupazione – dice il maratoneta – diversamente da quanto accade in Paesi limitrofi come Angola o Zimbabwe si vive in pace, ma con poco. Certi nostri problemi sembrano piccoli. Molto piccoli…».
Fra cinque mesi esatti, iniziano le Olimpiadi in Cina, a Pechino. Proprio ieri il Coni ha presentato la squadra azzurra che difenderà i nostri colori nel mese di agosto davanti a tutto il mondo. Baldini ci sarà e tanti come lui: la speranza è che ogni atleta sappia cogliere l’unicità storica di un evento quale quello olimpico in Cina, con tutte le problematiche ad esso derivate. E, anche se non scriverà magari un libro come il nostro Stefano, riesca ad arricchirsi da questa esperienza per valutare poi con occhio diverso la propria realtà quotidiana.
Non solo sport
Chi non conosce Stefano Baldini, il maratoneta azzurro che nel 2004 ci regalò una delle più belle emozioni sportive nella storia delle Olimpiadi azzurre: il trionfo nello stadio di Maratona, ad Atene, nell’ultima gara dell’edizione greca a cinque cerchi. Pochi sanno, pero. che in 12 anni di carriera l’emiliano ha trascorso ben 380 giorni ai 1700 di metri di Windhoek, in Namibia. Ad allenarsi, ovviamente, non in vacanza.
Ma, da qui, tutto sembra davvero più diverso. Ormai, con i potenti mezzi tecnologici, le distanze dall’Italia si annullano. Però c’è qualcosa che solo gli occhi possono vedere e rimane dentro al cuore. Dall’esperienza in Africa, Baldini ha infatti ricavato i suoi primi due libri: evento quasi unico per uno sportivo. «Qui c’è il 45% di disoccupazione – dice il maratoneta – diversamente da quanto accade in Paesi limitrofi come Angola o Zimbabwe si vive in pace, ma con poco. Certi nostri problemi sembrano piccoli. Molto piccoli…».
Fra cinque mesi esatti, iniziano le Olimpiadi in Cina, a Pechino. Proprio ieri il Coni ha presentato la squadra azzurra che difenderà i nostri colori nel mese di agosto davanti a tutto il mondo. Baldini ci sarà e tanti come lui: la speranza è che ogni atleta sappia cogliere l’unicità storica di un evento quale quello olimpico in Cina, con tutte le problematiche ad esso derivate. E, anche se non scriverà magari un libro come il nostro Stefano, riesca ad arricchirsi da questa esperienza per valutare poi con occhio diverso la propria realtà quotidiana.
Insieme per l’Africa
E’ stata presentata ieri, a Dakar, la nuova campagna mondiale di comunicazione della Benetton, dedicata al progetto di microcredito in Senegal ‘Africa for Works’, che cerca di sostenere l’Africa e gli africani. Essa potrà contare su una serie di iniziative ed eventi: un inserto speciale della campagna allegato a Colors 73, dedicato al denaro nelle sue infinite forme e sostanze; una riedizione di Birima, canzone già incisa da Youssou N’Dour (il cantante senegalese tra i promotori del progetto) nel 2000 e da lui riarrangiata nel 2008 con la partecipazione straordinaria di Patti Smith, Simphiwe Dana, Irene Grandi e Francesco Renga; un videoclip della canzone; un cartone animato sul tema del microcredito realizzato appositamente per la comunità senegalese e le tv africane; un sito internet Benetton dedicato alla campagna e agli eventi collaterali e il portale www.birima.org, entrambi progettati e realizzati da Fabrica.
La campagna Africa Works sarà protagonista anche durante la tournée internazionale del cantante senegalese, in particolare durante il concerto a Paris Bercy, il 5 aprile 2008.Birima, la società di credito cooperativo fondata da N’Dour, offre servizi finanziari a piccole e medie imprese, artigiani, professionisti e artisti per l’avviamento e lo sviluppo autonomo delle loro attività. Oltre che titolo di un successo internazionale del cantante, Birima è il nome di un leggendario re del Senegal che, parlando una sola volta l’anno, è diventato simbolo del valore della parola data, di un codice morale che richiama il principio guida della società: chi richiede un credito non deve fornire altre garanzie che la sua parola e la rispettabilità della sua famiglia.
Ma cos’è, in sostanza, il microcredito? E’ uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Nei Paesi in Via di Sviluppo, milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell’ambito di quella che è stata definita economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell’inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall’usura. I programmi di microcredito propongono così soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d’onore.
Insieme per l’Africa
E’ stata presentata ieri, a Dakar, la nuova campagna mondiale di comunicazione della Benetton, dedicata al progetto di microcredito in Senegal ‘Africa for Works’, che cerca di sostenere l’Africa e gli africani. Essa potrà contare su una serie di iniziative ed eventi: un inserto speciale della campagna allegato a Colors 73, dedicato al denaro nelle sue infinite forme e sostanze; una riedizione di Birima, canzone già incisa da Youssou N’Dour (il cantante senegalese tra i promotori del progetto) nel 2000 e da lui riarrangiata nel 2008 con la partecipazione straordinaria di Patti Smith, Simphiwe Dana, Irene Grandi e Francesco Renga; un videoclip della canzone; un cartone animato sul tema del microcredito realizzato appositamente per la comunità senegalese e le tv africane; un sito internet Benetton dedicato alla campagna e agli eventi collaterali e il portale www.birima.org, entrambi progettati e realizzati da Fabrica.
La campagna Africa Works sarà protagonista anche durante la tournée internazionale del cantante senegalese, in particolare durante il concerto a Paris Bercy, il 5 aprile 2008.Birima, la società di credito cooperativo fondata da N’Dour, offre servizi finanziari a piccole e medie imprese, artigiani, professionisti e artisti per l’avviamento e lo sviluppo autonomo delle loro attività. Oltre che titolo di un successo internazionale del cantante, Birima è il nome di un leggendario re del Senegal che, parlando una sola volta l’anno, è diventato simbolo del valore della parola data, di un codice morale che richiama il principio guida della società: chi richiede un credito non deve fornire altre garanzie che la sua parola e la rispettabilità della sua famiglia.
Ma cos’è, in sostanza, il microcredito? E’ uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Nei Paesi in Via di Sviluppo, milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell’ambito di quella che è stata definita economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell’inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall’usura. I programmi di microcredito propongono così soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d’onore.
Insieme per l’Africa
E’ stata presentata ieri, a Dakar, la nuova campagna mondiale di comunicazione della Benetton, dedicata al progetto di microcredito in Senegal ‘Africa for Works’, che cerca di sostenere l’Africa e gli africani. Essa potrà contare su una serie di iniziative ed eventi: un inserto speciale della campagna allegato a Colors 73, dedicato al denaro nelle sue infinite forme e sostanze; una riedizione di Birima, canzone già incisa da Youssou N’Dour (il cantante senegalese tra i promotori del progetto) nel 2000 e da lui riarrangiata nel 2008 con la partecipazione straordinaria di Patti Smith, Simphiwe Dana, Irene Grandi e Francesco Renga; un videoclip della canzone; un cartone animato sul tema del microcredito realizzato appositamente per la comunità senegalese e le tv africane; un sito internet Benetton dedicato alla campagna e agli eventi collaterali e il portale www.birima.org, entrambi progettati e realizzati da Fabrica.
La campagna Africa Works sarà protagonista anche durante la tournée internazionale del cantante senegalese, in particolare durante il concerto a Paris Bercy, il 5 aprile 2008.Birima, la società di credito cooperativo fondata da N’Dour, offre servizi finanziari a piccole e medie imprese, artigiani, professionisti e artisti per l’avviamento e lo sviluppo autonomo delle loro attività. Oltre che titolo di un successo internazionale del cantante, Birima è il nome di un leggendario re del Senegal che, parlando una sola volta l’anno, è diventato simbolo del valore della parola data, di un codice morale che richiama il principio guida della società: chi richiede un credito non deve fornire altre garanzie che la sua parola e la rispettabilità della sua famiglia.
Ma cos’è, in sostanza, il microcredito? E’ uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Nei Paesi in Via di Sviluppo, milioni di famiglie vivono con i proventi delle loro piccole imprese agricole e delle cooperative nell’ambito di quella che è stata definita economia informale. La difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell’inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall’usura. I programmi di microcredito propongono così soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d’onore.


