valorizziamoci

La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

Archivio per All Star Weekend dell’NBA

All Star Game NBA: spettacolo vero?

Inizia stanotte, a New Orleans, la tre giorni che nessun appassionato di basket intende perdersi: l’All Star Weekend dell’NBA, ossia il campionato professionistico americano che racchiude al suo interno tutti i migliori giocatori del mondo. Tra questi, anche due italiani: Marco Belinelli e Andrea Bargnani. E, se quest’ultimo sarà presente per il secondo anno consecutivo all’evento partecipando alla gara inaugurale tra “rookie” (atleti al primo anno NBA) e “sophomore” (secondo anno NBA), per il bolognese l’impatto con la lega americana è stato decisamente duro: poca panchina, pochissimo campo, canestri neanche a parlarne.

Il dibattito che vorrei però porre all’attenzione non riguarda solo il basket e l’evento in particolare, pronto a vivere il suo apice emozionale con la gara delle schiacciate di sabato e la partita tra i migliori delle due conference la domenica. La domanda è: cosa si intende davvero per sport spettacolo? A mio avviso, questo tipo di eventi sono più che altro un mero esercizio balistico, godibile finché si vuole ma pur sempre slegato dall’agonismo vero che si respira in un campionato. Chiedete ad un appassionato della palla a spicchi, ma anche di altri sport (il calcio non ne fa parte) in cui esiste una fine settimana dedicato alla cosiddetta “gara delle stelle”, se preferisce ammirare una gara delle schiacciate fine a se stessa oppure una partita vera, combattuta punto su punto fino al suono della sirena: in ben pochi, vi assicuro, opteranno per la prima soluzione.

Perché lo sport tocca l’apice spettacolare nel momento in cui anche l’agonismo viaggia di pari passo con esso: lo show vero è rappresentato da due squadre che onorano il proprio sport nella maniera più alta, lottando per la vittoria e contro se stessi, nel tentativo di superarsi e sconfiggere quindi l’avversario. Questo è il vero show nello show, il resto è solo spettacolo ad uso e consumo della platee televisive e dei maghi del marketing. Ma non è vero sport. Molto spesso, infatti, i re delle schiacciate (anche se quest’anno, bisogna ammetterlo, il cast è davvero eccellente) sono poco più di umili panchinari chiamati in causa sporadicamente dagli allenatori. Perché questi, qualunque sport sia, sanno bene che per vincere ci vuole la sostanza: la difesa, il coraggio, l’altruismo, il talento, l’intelligenza cestistica. Le schiacciate, pur belle e spettacolari, valgono due punti esattamente come ogni altro tipo di canestro. Forse procurano qualche applauso in più ma, al termine di un incontro, il tifoso si ricorderà solo una cosa: se la propria squadra ha portato a casa la vittoria, il resto non conta…

All Star Game NBA: spettacolo vero?

Inizia stanotte, a New Orleans, la tre giorni che nessun appassionato di basket intende perdersi: l’All Star Weekend dell’NBA, ossia il campionato professionistico americano che racchiude al suo interno tutti i migliori giocatori del mondo. Tra questi, anche due italiani: Marco Belinelli e Andrea Bargnani. E, se quest’ultimo sarà presente per il secondo anno consecutivo all’evento partecipando alla gara inaugurale tra “rookie” (atleti al primo anno NBA) e “sophomore” (secondo anno NBA), per il bolognese l’impatto con la lega americana è stato decisamente duro: poca panchina, pochissimo campo, canestri neanche a parlarne.

Il dibattito che vorrei però porre all’attenzione non riguarda solo il basket e l’evento in particolare, pronto a vivere il suo apice emozionale con la gara delle schiacciate di sabato e la partita tra i migliori delle due conference la domenica. La domanda è: cosa si intende davvero per sport spettacolo? A mio avviso, questo tipo di eventi sono più che altro un mero esercizio balistico, godibile finché si vuole ma pur sempre slegato dall’agonismo vero che si respira in un campionato. Chiedete ad un appassionato della palla a spicchi, ma anche di altri sport (il calcio non ne fa parte) in cui esiste una fine settimana dedicato alla cosiddetta “gara delle stelle”, se preferisce ammirare una gara delle schiacciate fine a se stessa oppure una partita vera, combattuta punto su punto fino al suono della sirena: in ben pochi, vi assicuro, opteranno per la prima soluzione.

Perché lo sport tocca l’apice spettacolare nel momento in cui anche l’agonismo viaggia di pari passo con esso: lo show vero è rappresentato da due squadre che onorano il proprio sport nella maniera più alta, lottando per la vittoria e contro se stessi, nel tentativo di superarsi e sconfiggere quindi l’avversario. Questo è il vero show nello show, il resto è solo spettacolo ad uso e consumo della platee televisive e dei maghi del marketing. Ma non è vero sport. Molto spesso, infatti, i re delle schiacciate (anche se quest’anno, bisogna ammetterlo, il cast è davvero eccellente) sono poco più di umili panchinari chiamati in causa sporadicamente dagli allenatori. Perché questi, qualunque sport sia, sanno bene che per vincere ci vuole la sostanza: la difesa, il coraggio, l’altruismo, il talento, l’intelligenza cestistica. Le schiacciate, pur belle e spettacolari, valgono due punti esattamente come ogni altro tipo di canestro. Forse procurano qualche applauso in più ma, al termine di un incontro, il tifoso si ricorderà solo una cosa: se la propria squadra ha portato a casa la vittoria, il resto non conta…