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La vita non ci offre un’opportunità di replica: perché quindi non sfruttare a fondo l’unica occasione che ci è data?

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La scelta di Haile

C’è chi sogna anche solo di partecipare all’Olimpiade, darebbe tutto per riuscirci. Pure i soldi. Ma non può coronare il suo sogno. C’è invece chi, come Haile Gebrselassie, è invece già un campione da consegnare alla leggenda dell’atletica e dello sport in generale: lui sì, che correva a piedi scalzi ad inizio carriera perchè non aveva soldi per comprarsi un paio di scarpe – può decidere invece di non gareggiare nella maratona di Pechino 2008 (nella quale, salvo imprevisti, avrebbe guadagnato la medaglia d’oro a quattro anni dal nostro Stefano Baldini).

La causa? Lo smog. «Al 99 per cento non correrò, a causa del caldo, dell’umidità e dell’inquinamento - ha detto – non voglio mettere a rischio la mia carriera, perchè ho intenzione di gareggiare fino ai Giochi di Londra nel 2012 (oggi ha 35 anni). Per me è più importante correre in 2 ore e 3 minuti – il record del mondo da lui detenuto che vincere un’altra medaglia olimpica. A Pechino ci sono condizioni troppo pericolose».

Una decisione choc, anche se l’etiope proverà a riciclarsi per i Giochi sulla distanza dei 10000 metri nella quale è stato quattro volte campione del mondo e due volte olimpionico. Lì si corre in uno stadio, le condizioni sono diverse. Che dire, come al solito una decisione di questo tipo creerà due fazioni: i sostenitori e i contrari. Sicuramente, alla prima, ci saranno tutti gli altri maratoneti che lavorano per vincere tra cinque mesi l’ultima gara a cinque cerchi: senza un campione – coraggioso – come Gebrselassie, i giochi si riaprono…

Non solo sport

Chi non conosce Stefano Baldini, il maratoneta azzurro che nel 2004 ci regalò una delle più belle emozioni sportive nella storia delle Olimpiadi azzurre: il trionfo nello stadio di Maratona, ad Atene, nell’ultima gara dell’edizione greca a cinque cerchi. Pochi sanno, pero. che in 12 anni di carriera l’emiliano ha trascorso ben 380 giorni ai 1700 di metri di Windhoek, in Namibia. Ad allenarsi, ovviamente, non in vacanza.

Ma, da qui, tutto sembra davvero più diverso. Ormai, con i potenti mezzi tecnologici, le distanze dall’Italia si annullano. Però c’è qualcosa che solo gli occhi possono vedere e rimane dentro al cuore. Dall’esperienza in Africa, Baldini ha infatti ricavato i suoi primi due libri: evento quasi unico per uno sportivo. «Qui c’è il 45% di disoccupazione – dice il maratoneta – diversamente da quanto accade in Paesi limitrofi come Angola o Zimbabwe si vive in pace, ma con poco. Certi nostri problemi sembrano piccoli. Molto piccoli…».

Fra cinque mesi esatti, iniziano le Olimpiadi in Cina, a Pechino. Proprio ieri il Coni ha presentato la squadra azzurra che difenderà i nostri colori nel mese di agosto davanti a tutto il mondo. Baldini ci sarà e tanti come lui: la speranza è che ogni atleta sappia cogliere l’unicità storica di un evento quale quello olimpico in Cina, con tutte le problematiche ad esso derivate. E, anche se non scriverà magari un libro come il nostro Stefano, riesca ad arricchirsi da questa esperienza per valutare poi con occhio diverso la propria realtà quotidiana.

Non solo sport

Chi non conosce Stefano Baldini, il maratoneta azzurro che nel 2004 ci regalò una delle più belle emozioni sportive nella storia delle Olimpiadi azzurre: il trionfo nello stadio di Maratona, ad Atene, nell’ultima gara dell’edizione greca a cinque cerchi. Pochi sanno, pero. che in 12 anni di carriera l’emiliano ha trascorso ben 380 giorni ai 1700 di metri di Windhoek, in Namibia. Ad allenarsi, ovviamente, non in vacanza.

Ma, da qui, tutto sembra davvero più diverso. Ormai, con i potenti mezzi tecnologici, le distanze dall’Italia si annullano. Però c’è qualcosa che solo gli occhi possono vedere e rimane dentro al cuore. Dall’esperienza in Africa, Baldini ha infatti ricavato i suoi primi due libri: evento quasi unico per uno sportivo. «Qui c’è il 45% di disoccupazione – dice il maratoneta – diversamente da quanto accade in Paesi limitrofi come Angola o Zimbabwe si vive in pace, ma con poco. Certi nostri problemi sembrano piccoli. Molto piccoli…».

Fra cinque mesi esatti, iniziano le Olimpiadi in Cina, a Pechino. Proprio ieri il Coni ha presentato la squadra azzurra che difenderà i nostri colori nel mese di agosto davanti a tutto il mondo. Baldini ci sarà e tanti come lui: la speranza è che ogni atleta sappia cogliere l’unicità storica di un evento quale quello olimpico in Cina, con tutte le problematiche ad esso derivate. E, anche se non scriverà magari un libro come il nostro Stefano, riesca ad arricchirsi da questa esperienza per valutare poi con occhio diverso la propria realtà quotidiana.